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Farmacie: Cosa è Cambiato

Farmacie: cosa è cambiato

Il 3 agosto scorso al Senato, è stato approvato il Ddl Concorrenza, che in merito alla sanità,  ha approvato un  provvedimento che coinvolge e stabilisce nuove regole per le farmacie.

Il Ddl apre la titolarità dell’esercizio della farmacia privata anche alle società di capitali e alle società cooperative a responsabilità limitata. La norma oggi prevede che ciascun soggetto possa controllare “direttamente o indirettamente, ai sensi degli articoli 2359 e seguenti del codice civile, non più del 20 per cento delle farmacie esistenti nel territorio della medesima regione o provincia autonoma”  ed al contempo abolisce il limite che consentiva a ciascuna società la titolarità di non più di quattro farmacie in un’unica provincia.

In pratica, rispetto alla situazione precedente, che riservava la titolarità ai farmacisti in possesso dei requisiti di idoneità, oggi si è preferita una diversa soluzione aperta al mercato dei capitali. In linea teorica, questo potrebbe significare che la proprietà delle farmacie italiane potrebbe concentrarsi nelle mani di soli cinque grandi gruppi.

Nella gestione individuale nulla cambia: il farmacista titolare dovrà possedere gli stessi requisiti necessari in passato.

Nella gestione societaria  “la direzione della farmacia gestita dalla società è affidata a un farmacista in possesso del requisito dell’idoneità previsto dall’articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, che ne è responsabile”.

Non è stato toccato il vincolo che lega la presenza di una farmacia al numero di abitanti, non se ne possono aprire di nuove, a meno che non si verifichi un’esplosione demografica. Quindi, le società di capitali per entrare nel mercato saranno costrette a comprare le farmacie già esistenti. A peso d’oro. Il provvedimento introduce inoltre  l’incompatibilità tra la titolarità di farmacia e qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco, nonché con l’esercizio della professione medica.

La soluzione che avrebbe davvero messo uno scivolo sotto ai prezzi  è consentire a parafarmacie e corner salute degli ipermercati di vendere anche i farmaci acquistabili solo con ricetta medica sebbene a totale carico del paziente. La legge sulla concorrenza ha purtroppo lasciato le cose come stanno e la vendita di questi medicinali rimane appannaggio esclusivo delle farmacie.Le farmacie si oppongono con le unghie e con i denti a questa apertura di mercato non tanto per gli introiti diretti che la voce ‘farmaci di fascia C con ricetta’ garantisce, quanto perché perderebbero occasioni di guadagno incrociato’: chi è costretto a passare dalla farmacia perché ha la prescrizione di un farmaco necessario, poi finisce per acquistare anche altro (un integratore, una crema antirughe, una lozione per capelli).

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