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OSTEOPOROSI PRIMITIVA : GIOVANILE, POSTMENOPAUSALE E MASCHILE

OSTEOPOROSI PRIMITIVA : GIOVANILE, POSTMENOPAUSALE E MASCHILE

L’osteoporosi  giovanile, quella postmenopausale e quella maschile rientrano in quella categoria definita come osteoporosi primitiva.

 

L’osteoporosi giovanile è una forma di osteoporosi che si riscontra nell’età dell’infanzia e dell’adoloscenza.  Questa patologia è per lo più dovuta a mutazioni genetiche che possono comportare alterazioni quantitative o qualitative della componente connettivale dell’osso oppure ad un’alterata attività osteoblastica (gli osteoblasti sono responsabili della formazione della matrice ossea).

Inoltre può essere anche secondaria a leucemie, immobilizzazione prolungata, malattie infiammatorie croniche; oppure conseguente alla somministrazione cronica di farmaci quali antiepilettici e
glucocorticoidi.

Quando non si riescono ad identificare possibili cause della perdita ossea e delle fratture da fragilità si parla di osteoporosi idiopatica giovanile.

La diagnosi di osteoporosi nell’infanzia viene posta sulla base dell’anamnesi di una o più fratture vertebrali da fragilità, oppure in presenza di una storia clinica caratterizzata da almeno due fratture a carico delle ossa lunghe prima dei dieci anni, oppure da tre o più fratture a carico delle ossa lunghe prima dei diciannove anni.

L’osteoporosi post-menopausale: è la più frequente forma di osteoporosi primitiva ed è dovuta al deficit estrogenico legato alla menopausa che determina un’accelerazione della perdita ossea dovuta all’età. Tale perdita è responsabile di fratture da fragilità a carico sopratutto delle vertebre e del radio distale. Il controllo del valore di densità ossea (BDM), tramite la tecnica DXA (Dual X ray Absorptiometry) è considerato uno dei più importanti metodi per prevenire il rischio di fratture osteoporotiche.

Questo metodo è consigliato nelle donne di qualunque età, in presenza di un fattore di rischio maggiore (ad esempio, precedenti frattura da fragilità causate da trauma minimo, anamnesi familiare materna di frattura osteoporotica in età inferiore ai 75 anni, menopausa prima dei 45 anni, indice di massa corporea (BMI) < 19 Kg/m2 , terapia protratta con glucocorticoidi) e, limitatamente alle donne in menopausa, in presenza di almeno tre o più dei seguenti fattori di rischio minori quali età superiore ai 65 anni , anamnesi familiare per severa osteoporosi , periodi superiori ai 6 mesi di amenorrea premenopausale,  inadeguato apporto di calcio (<1200 mg/die),  fumo e abuso alcolico.

L’osteoporosi maschile: l’osteoporosi rappresenta un problema di salute pubblica anche nei maschi. Oltre il 20% di tutte le fratture di femore si verifica nel sesso maschile e l’incidenza di fratture vertebrali è circa la metà rispetto quella riportata nelle donne. Anche nei maschi, la BMD con tecnica DXA è il metodo di scelta per la definizione del rischio di frattura ed è indicata , in qualunque età se in presenza di un fattore di rischio maggiore (ad esempio, frattura da fragilità, terapia steroidea protratta) o in presenza di fattori di rischio minori per gli uomini di età superiore ai 60 anni quali anamnesi familiare per severa osteoporosi, magrezza (indice di massa corporea < 19 kg/m2,  inadeguato apporto di calcio (<1200 mg/die),  fumo e Abuso alcolico.

 

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