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0921933040 radiologiacampofelice@gmail.com Via Umberto I 20, 90010, Campofelice di Roccella Orari Lun-Ven 8.30 -12.30 / 15.00 - 19.00

La mammografia è un esame diagnostico indispensabile per individuare le patologie del seno e, in particolare, le formazioni tumorali.

Si tratta di una particolare tipologia di radiografia che suggeriamo di eseguire con cadenza annuale a tutte le donne dai 40 anni in su specialmente in caso di familiarità con questo tipo di patologie, e che spesso rientra in specifici programmi di screening in quanto consente la diagnosi precoce del tumore al seno.

La mammografia è un esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli non ancora palpabili che possono essere dovuti alla presenza di un tumore (Per i consigli pratici consulta la voce mammografia nella Guida esami).

All’interno dei programmi di screening l’esame viene effettuato in due proiezioni radiografiche, sia dall’alto sia lateralmente, e i risultati vengono valutati accuratamente al fine di garantire la massima affidabilità della diagnosi.

 

Chi la deve fare e quando

Secondo le indicazioni del Ministero della salute, lo screening per il cancro del seno va eseguito da tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l’esecuzione ogni due anni della mammografia.

In questa fascia d’età si concentra infatti la maggior parte dei tumori del seno e, secondo gli esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), la partecipazione allo screening organizzato su invito attivo con queste modalità e frequenza, in questa fascia di età, può ridurre del 40 per cento la mortalità per questa malattia. Ci sono molti studi che offrono stime diverse su questo tema, ma quella del 35-40 per cento resta attualmente la stima più affidabile.

Da tempo si discute dell’opportunità di anticipare questi controlli, e in alcune regioni italiane i programmi di screening già coinvolgono le donne più giovani con una mammografia ogni anno.

Secondo gli esperti dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), l’estensione della mammografia alle quarantenni, in questo caso con cadenza annuale, potrebbe garantire una ulteriore riduzione della mortalità per cancro al seno, sebbene inferiore a quella che si ottiene nella fascia 50-69 anni.

Allo stesso tempo, l’allungamento della vita e il protrarsi di un buono stato di salute inducono a pensare che possa essere vantaggioso prolungare la fascia di età in cui offrire lo screening fino a 74 anni, ma sui vantaggi di questa strategia l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro non ha ancora raccolto prove convincenti.

 

Come si svolge l’esame

Nel corso della mammografia, la mammella viene “compressa” tra due lastre che, grazie all’emissione di una dose minima di radiazioni ionizzanti, consentono di eseguire un’ecografia. La radiografia viene eseguita sia in orizzontale che a 45 gradi. Poiché l’esame è di breve durata è possibile affrontarlo in totale tranquillità: la lieve compressione della mammella tra le due lastre più che dolorosa può essere definita lievemente fastidiosa. Naturalmente la percezione del dolore può variare da caso a caso.

Poiché le radiazioni emesse dalla strumentazione sono minime, non vi sono controindicazioni.

L’efficacia diagnostica della mammografia dovuta all’altissima risoluzione dell’immagine ottenuta è particolarmente elevata, a tal punto che l’esame consente di individuare anomalie del tessuto mammario anche di entità minima, come per esempio delle microcalcificazioni.

 

Panoramica sulle patologie mammarie

La senologia include una vasta gamma di azioni ed interventi il cui obiettivo è prevenire e diagnosticare le patologie mammarie tanto nella donna quanto nell’uomo. La base della diagnostica in questo specifico settore della medicina è la visita senologica, a completamento della quale vi sono alcuni esami che si consigliano generalmente a tutte le donne dai 35 anni in su: tra questi citiamo l’ecografia mammaria e la mammografia.

Tra le patologie a carico delle ghiandole mammarie non troviamo solamente il più noto tumore al seno, ma anche:

  • infiammazioni mammarie;

  • fibroadenomi mammari;

  • infezioni mammarie (mastiti);

  • patologie della pelle del seno (dermatiti o eczemi);

  • noduli mammari, cisti benigne, calcificazioni.

I sintomi che possono indicare la possibile presenza di una patologia a carico della mammella sono:

  • dolore mammario;

  • individuazione di noduli alla palpazione;

  • presenza di secrezioni dal capezzolo;

  • sensazione di gonfiore;

  • cambiamenti a livello cutaneo (infossature, ispessimenti, gonfiori, grinze);

  • capezzolo rivolto verso l’interno.

Molti di questi sintomi sono comuni a diverse patologie mammarie e non indicano necessariamente la presenza di un tumore al seno. Il consiglio è quello di prenotare una visita senologica, durante la quale si avrà cura di descrivere al medico i sintomi, la loro durata, quali farmaci si stanno assumendo, a quando risale l’ultima mammografia, se è in corso una gravidanza e se vi è familiarità con patologie mammarie.

 

Prevenzione e Cura

In materia di salute della mammella la prevenzione si rivela fondamentale. Per molte delle patologie della mammella, tra le quali spicca per incidenza percentuale il tumore al seno, la diagnosi precoce è fondamentale non solo nell’ottica della salvaguardia della vita della paziente, ma anche al fine di risparmiare a quest’ultima eventuali interventi chirurgici di particolare importanza. Sottoporsi ai controlli necessari ed imparare a riconoscere prontamente i vari campanelli d’allarme che il nostro corpo ci invia, è importante. Tuttavia, poiché molti sintomi possono essere comuni ad una vasta gamma di patologie, è buona norma non farsi prendere dal panico. La soluzione è quella di rivolgersi al medico e seguire le sue indicazioni alla lettera, siano esse di natura diagnostica che di natura terapeutica.

 

FAQ

Qual è l’esame migliore per diagnosticare il tumore della mammella?

La mammografia è un esame molto accurato che consente di individuare anche le più minime alterazioni a carico del tessuto mammario, incluso un tumore nelle sue fasi molto precoci. Non a caso, la mammografia è l’esame d’elezione per molti programmi di screening proprio del tumore alla mammella organizzati in molte regioni italiane. Può capitare, tuttavia, che l’esame sia negativo e che solo successivamente compaia un tumore nella sua fase iniziale. Ecco perché si consiglia di eseguire l’autopalpazione e di non lasciar passare troppo tempo tra una mammografia e l’altra.

Come effettuare l’autopalpazione della mammella?

Per eseguire l’autopalpazione della mammella è necessario:

  1. posizionarsi in piedi davanti allo specchio;

  2. osservare entrambi i seni con le braccia abbassate;

  3. osservare i seni alzando entrambe le braccia e portandole dietro la nuca;

  4. osservare i seni portando le mani sui fianchi e chinandosi leggermente in avanti:

  5. alzare il braccio sinistro e portarlo dietro la testa, eseguendo la palpazione del seno sinistro con la mano destra;

  6. eseguire la stessa operazione dall’altra parte;

  7. ripetere i passaggi 5 e 6 in posizione supina.

Cosa fare se la mammografia è negativa?

Se la mammografia è negativa, sarà sufficiente ripetere l’esame dopo un anno o due, senza dimenticare di eseguire l’autopalpazione con cadenza mensile.

E se presenta qualche anomalia?

Se la mammografia presenta qualche anomalia, si renderà necessario eseguire ulteriori accertamenti, come una visita senologica, un’ecografia mammaria, ulteriori radiografie o altri esami che saranno prescritti dallo specialista.

La mammografia va fatta anche in assenza di sintomi particolari?

Certamente. La mammografia non è un solamente esame diagnostico, ma anche un esame preventivo. Alcune alterazioni anche piccolissime – come piccolissimi noduli o microcalcificazioni, possono essere del tutto asintomatiche.

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