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TUMORE AL SENO. ATTENZIONE AGLI STILI DI VITA

TUMORE AL SENO. ATTENZIONE AGLI STILI DI VITA

150 minuti di attività fisica a settimana per ridurre del 25% la mortalità nelle donne che hanno già avuto la diagnosi di tumore del seno. Poche persone modificano le abitudini sbagliate.

È dimostrato il ruolo degli stili di vita sani nella cosiddetta prevenzione terziaria, che mira a evitare il ritorno della malattia.

150 minuti di attività fisica a settimana, ad esempio camminata veloce o giardinaggio, possono ridurre del 25% la mortalità per tumore della mammella nelle pazienti che hanno già ricevuto la diagnosi rispetto alle sedentarie.

Una dieta troppo ricca di grassi aumenta fino al 24% il rischio di recidiva del tumore della mammella. Ingrassare dopo la diagnosi di cancro della mammella e durante le terapie successive è strettamente correlato al rischio di recidiva, un fenomeno legato all’incremento dei livelli di insulina, spiega Alessandra Fabi dell’Oncologia Medica 1 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. Uno studio su più di 3.000 pazienti ha evidenziato che l’assunzione eccessiva di grassi è correlata con un incremento del 24% del rischio di recidiva.

Per quanto riguarda il fumo di sigaretta, le donne che hanno abbandonato questa abitudine ma che in passato hanno fumato da 20 a 35 sigarette presentano un rischio di ricomparsa di carcinoma della mammella del 22%, del 37% per le fumatrici di più di 35 sigarette e, addirittura, del 41% per coloro che non hanno mai smesso.

Stefania Gori, presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar, afferma che,  in Italia, in quindici anni, le percentuali di guarigione di donne che sconfiggono la malattia sono cresciute di circa il 6%, passando dall’81 all’87 per cento, ma che purtroppo la maggior parte di loro non sembra abbandonare i comportamenti scorretti, dal fumo, alla sedentarietà fino alla dieta sbagliata. Infatti solo l’11% delle donne guarite incrementa l’attività fisica, appena il 15% sceglie una dieta più sana.

Da un lato più della metà degli oncologi non parla con le pazienti di questi aspetti, dall’ altro i cittadini hanno scarsa consapevolezza dell’importanza degli stili di vita corretti. La mancata adesione a queste semplici regole (attività fisica costante, dieta equilibrata, no al fumo) rischia di vanificare gli importanti risultati ottenuti grazie alle campagne di prevenzione e a terapie innovative sempre più efficaci.

La prognosi del tumore della mammella, anche quando associata alla presenza di metastasi, è migliorata negli anni, grazie ai progressi nella conoscenza della malattia e alla disponibilità di nuovi trattamenti: non è raro, infatti, trovare pazienti con malattia metastatica vive anche oltre 10 anni dalla diagnosi. Ma è anche evidente come la mancata adesione a semplici regole rischia di vanificare gli importanti risultati ottenuti con terapie sempre più efficaci.

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